Medioevo musicale a Siena
Rammses (Realtà Aumentata del Medioevo Musicale a Siena e nel Senese) intende rendere fruibili testimonianze di musica medievale: brani monodici su testo mediolatino del territorio senese dei. Sec. X-XIII in, valorizzati attraverso le tecnologie digitali.
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Accedi alla mostra virtuale tramite browser o headset vr: scopri i manoscritti, visita i luoghi di Siena dove furono creati i reperti e ascolta i canti medievali ritrovati e portati in vita dopo più di 800 anni.
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Digitalizzazione e Cultura
L'iniziativa rende possibile l'ascolto delle melodie cantate nei luoghi stessi in cui furono create ed eseguite 800 anni fa, promuovendo così la ricostruzione e la valorizzazione della musica medievale
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Realtà Aumentata
L'esperienza culturale proposta  è tracciata sui luoghi di origine dei manoscritti: chiese nascoste e monasteri perduti tra le montagne dove si potranno ascoltare i canti di musica medievale grazie alle esperienze di Realtà Aumentata realizzate per il progetto.
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Attraverso esperienze di realtà aumentata la piattaforma promuove la diffusione della musica medievale sacra attraverso contenuti multimediali e informazioni storiche al fine di valorizzare il patrimonio culturale senese.

L’iniziativa rende possibile l’ascolto delle melodie cantate nei luoghi stessi in cui furono create ed eseguite 800 anni fa, promuovendo così la ricostruzione e la valorizzazione della musica medievale non solo per gli specialisti, ma anche per il grande pubblico.
I brani sono stati eseguiti dal Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini”  in collaborazione con il team dei ricercatori dell’Università degli Studi Siena che si sono occupati della registrazione e della post-produzione degli stessi.

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  • Domine Deus - F.VI.8 00:00
  • Alleluia Domine Deus - F.VI.8 00:00
  • Agatha Laetissima - F.VI.9 00:00
  • Initio tu Domine - F.VI.15 00:00
  • Audit Israhel - F.VI.15 00:00
  • Custodi me Domine - F.VI.15 00:00
  • Alleluia O Quam Beata - F.VI.15 00:00
  • Salvator Mundi - F.VI.15 00:00
  • Beati Pauperes - I.I.7 00:00
  • Virtus Alia - Frammenti Archivio 00:00
Leaflet | Map data © OpenStreetMap contributors, CC-BY-SA, Imagery © Mapbox

L’esperienza culturale proposta  è tracciata sui luoghi di origine dei manoscritti: chiese nascoste e monasteri perduti tra le colline, uniti in un percorso fatto di musiche antiche.
Nei luoghi segnati sulla mappa, attraverso un codice qr, si potrà usufruire dell’esperienza di realtà aumentata ed ascoltare i canti di musica medievale proprio dove furono creati, oltre che ammirare opere del patrimonio culturale poco conosciute, fuori dai percorsi turistici più noti.

Presso la Biblioteca Comunale degli Intronati e l’Archivio di Stato di Siena sono conservati preziosi codici e frammenti di libri liturgici di musica medievale, risalenti ai secoli X-XIII in. e provenienti dal territorio senese, testimoni di una tradizione ancora poco studiata e ricchissima; queste musiche antiche rimangono tuttora un terreno inesplorato e pressoché sconosciuto.

Per la descrizione dei brani e la trascrizione delle melodie il modello di riferimento, cui il presente DB sarà collegato, è CANTUS INDEX, collettore di DB su testi e melodie dell’Officio e della Messa tramite un univoco Cantus ID number.

Per consultare i singoli canti e visualizzare l’immagine e le informazioni associate, è sufficiente cliccare su Id Canto dopo aver effettuato la ricerca o dalla pagina principale dell’archivio.

Ricerca tramite melodia

Nella scheda Canti sono possibili diverse tipologie di ricerca. È possibile utilizzare il pentagramma per la ricerca melodica, utilizzando i seguenti caratteri:

  • Chiave: “1-” (per la ricerca all’interno della melodia non immettere la chiave);
  • Note: “9 a b c d e f g h i j k l m n o p q r s”
  • Spazio tra neumi: “-“

1-9-a-b-c-d-e-f-g-h-j-k-l-m-n-o-p-q-r-s-

  1- 9-a-b-c-d-e-f-g-h-j-k-l-m-n-o-p-q-r-s 

Esempio melodia:
Un esempio delle melodie presenti nel database scritto utilizzando un font standard:

1-ml-lm-m-m-m-mk-lm-l-k-5

1-ml-lm-m-m-m-mk-lm-l-k-5

Nota bene:
Riportare sempre lo spazio tra i neumi “-” per non inficiare la ricerca